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Tipo di utilizzo: le galee grosse erano utilizzate esclusivamente per il trasporto di merci, che veniva effettuato in convogli (mude), solcanti il Mediterraneo con rotte e destinazioni prestabilite:

  • - Costantinopoli e Mar Nero (Muda de Romania, Muda dela Tana);
  • - Medio Oriente, Beirut e Alessandria (Mudade Alesandria, Muda d’Egitto);
  • - Cipro e Beirut (Muda de Siria)
  • - Mediterraneo Occidentale e Spagna Meridionale(Muda de Barbaria);
  • - Algeria, Tunisia, ed Egitto(Muda al Trafego);
  • - Francia meridionale, Marsiglia, AiguesMortes e Barcellona (Muda de Acque Morte)
  • - Venezia-Corfù (Muda de l’Adriatico);
  • - fino a spingersi anche in Atlantico in Portogallo, Olanda e Inghilterra(Muda de Fiandra).

A seguito della scoperta di nuove rotte e dello sviluppo delle navi tonde, sempre più grandi e capienti, a partire dall’inizio del 1500 il trasporto mediante galee cominciò a farsi sempre meno conveniente,per cui l’impiego di tali navi andò via via scemando fino a scomparire.
E’ dalla trasformazione di alcune galee grosse giacenti inutilizzate in Arsenale che i Veneziani ricavarono le prime sei Galeazze, cosìdecisive nella vittoriosa battaglia di Lepanto (7 ottobre1571).

Caratteristiche strutturali: come tutte le altre galee, la galea grossa si caratterizzava da una lunga trave di chiglia (cholomba)  alle cui estremità erano poste l’asta di prua(asta da prova) e la ruota di poppa(rioda da pope).

A intervalli prestabiliti erano poste le varie ordinate(chorbe), composte da un madiere (piana) e due staminali (sanconi).

La forma dell’ordinata principale (chorba maistra)era stabilita dal maestro costruttore e trasferita su apposite sagome di legno (sesti).

Dall’ordinata principale si ricavavano attraverso le regole delle partizioni (partixon de fondi, dela stela e del ramo) tutte le altre ordinate, che progressivamente si affinavano verso prua e verso poppa, dando alla galea la caratteristica forma.

Il paramezzale (paramezal), più le due grosse travi longitudinali laterali inferiori (paraschuxole e superiori (madier e contromadierde bocha) consolidavano ulteriormente la struttura.
Difformemente però dalle galee utilizzate a scopi militari (galee sottili, galee bastarde e galeazze), le galee grosse erano più panciute, più larghe e con un’altezza in stiva (pontal)  maggiore, proprio per permettere il trasporto delle merci (fino a circa 280 t).

Remeggio: alla sensile, a terzarolo (tre vogatori per banco, ciascuno con il proprio remo) per 30 banchi ogni lato.  In realtà i banchi effettivi erano 29 per lato, in quanto un banco era occupato dal fogon(la “cucina” della galea) e l’altro dal copano(la scialuppa di servizio).

Battaglie: nessuna, visto il trasporto esclusivamente mercantile.

Fonti documentali di riferimento:

(1) Pre’ Thodaro de Nicholò, Istructione sul Modo di Far Galere, 1544 ca., Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Mss. Italiani, classe IV, 26 (Ne esiste una seconda copia, praticamente identica, presso l’Archivio di Stato, Venezia, Archivio Proprio Contarini 19, 39 folia, con il nome di Arte di far vaselli)

(2) AA.VV., Ragioni Antique Spettanti all’Arte del Mare et Fabriche de Vasselli, a cura di G.BonfiglioDosio, con studi di P. Van derMerwe, A.Chiggiato, D.Proctor. Comitato per la Pubblicazione delle Fonti Relative alla Storia di Venezia, 1987. Gli originali sono conservati presso la Biblioteca del National Maritime Museum di Greenwich. Cid. NVT 19.

(3) StudienzurTechnik des Mittelalters - Ulrich Alertz; HistorischesInstitutMittlere Geschichte, Kopernikusstr. 16 D 52074 Aachen.

(4) U.Alertz, The Venetian Merchant Galley and the System of Partisoni - Initial Steps Towards Modern Ship Design, atti del 9° Simposio Internazionale Navi e Archeologia Navale, Venezia 2000, edito da Carlo Beltrame

(5) M.Bondioli, The Art of Designing and Building Venetian Galleys from 15th to 16th Century, , atti del 9° Simposio Internazionale Navi e Archeologia Navale, Venezia 2000, edito da Carlo Beltrame.

(6) A.Chiggiato, Le Ragioni Antique dell’Architettura Navale, studio inserito all’interno di Ragioni Antique Spettanti all’Arte del Mare et Fabriche de Vasselli, a cura di G.BonfiglioDosio, Comitato per la Pubblicazione delle Fonti Relative alla Storia di Venezia, 1987.