• Gondola
  • Batea a coa de gambero
  • Vipera
  • Batea concordiese
  • Gondola
  • Mascareta
  • Sandolo buranelo
  • Gondola intagliata
  • Gondola rinascimentale
  • Topa

Rarissima immagine di bragagna che pesca in laguna a vele spiegate; si noti il mastello o seciòn che, riempito d'acqua, serviva a bilanciare la forza del vento in modo da impedire il rovesciamento della barca. E' tratta di una cartolina di Pietro Berti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Imbarcazione di tipo vallivo definita la regina della pesca in laguna, aveva un suo caratteristico aspetto, conferitole dalle tre vele quasi rettangolari, che impiegava per pescare e che la distinguevano dalle altre barche lagunari.

Dopo la sua totale scomparsa, avvenuta all'inizio nel nostro secolo, è stata oggetto di varie ricerche, ma certamente la sua ricostruzione precisa, presentata alla mostra di Chioggia sulla marineria adriatica nel 1979, non sarebbe stata possibile senza il fondamentale apporto delle pagine lasciateci da Antonio Camuffo.

L'antica bragagna era caratterizzata da uno scafo a fondo piatto, molto lungo e stretto, armato con tre alberi muniti di vele trapezoidali: era simile al bragòzzo nelle forme di prora, solo un pò più slanciata, mentre la sua poppa era quasi identica a quella del topo veneto.

Parzialmente pontata a prua ed a poppa, munita di tre robusti trasti per alloggiare gli alberi, nella parte centrale veniva fissato il caratteristico molinèlo (un argano orizzontale), che, posto trasversalmente, consentiva di svolgere la pesca in assenza di vento.

Sulle piane delle ordinate venivano posti i corboni, che servivano per sollevare maggiormente il paiolato dal fondo della barca, dato che quando si issava a bordo la rete essa era anche piena di fango ed altro sporco, che si depositava in grande quantità a bordo, intralciando il lavoro; non vi era il pararnezzale e lo scafo veniva rinforzato con delle robuste nerve (trincarini) poste sui brazzi.

La bragagna raggiungeva una lunghezza di circa 13 metri ed una larghezza di circa due, stabilendo così un rapporto tra le due misure superiore a sei e quindi piuttosto insolito.

La forma pressoché simmetrica dello scafo le consentiva di muoversi sia di prora che di poppa, a seconda delle necessità: le tre grandi vele venivano usate assieme solo per pescare, mentre per gli spostamenti veniva utilizzata solo quella a poppa.

Si trattava quindi di una macchina da pesca molto ingegnosa ed interessante, studiata in ogni particolare e che, date le sue caratteristiche, poteva essere impiegata solo in laguna, mal sopportando il mare aperto: l'equipaggio era solitamente composto da due uomini e per pescare si usava una particolare rete a strascico denominata anch'essa bragagna.

Con questo termine successivamente sono state individuate quelle barche, come i piccoli bragozzi o qualche topo, che si dedicavano alla pesca utilizzando la rete bragagna



realizzata in legno di noce, ciliegio, faggio e abete, finitura a gommalacca

lunghezza: 87 cm

scala: 1:15

in esposizione presso TABLEAU DORÉ Via Cavour 18/20 30026 - Portogruaro (VE)